martedì 6 febbraio 2018

Una città su misura


Una città su misura.

Claudia in un attimo ha creato
una città su misura:
un’edicola che non vende giornali
- E cosa vende?-
 Lo sai cosa piace ai bambini…
solo cose speciali!
Un supermercato dove tutto è gratis,
un hotel a cento stelle
dove tutte le stanze sono belle
dove basta  alzare un dito
e ogni tuo desiderio è esaudito,
un ristorante, la stazione,
la polizia e un ospedale
dove guarisci in un secondo se ti fai male,
una scuola musicale
dove impari a cantare
“la scimmia nuda balla…”,
una banca dove puoi prelevare
(soldi che poi non serviranno a nulla!)
Ci son ceramiche e tazzine da the
in un negozio di cristallo
e c’è un ufficio che ti trova un lavoro,
lo raggiungi a cavallo:
tu devi dire cosa sai fare
e se proprio non sai fare nulla
in questo tubo devi soffiare
ed ecco il lavoro che fa per te.
Questa città si chiama Fiorellino,
ne ha disegnato una mappa
per non perdersi in cammino.
Ci vivono una nonna e una bambina
per poche ore alla settimana
ma qui la vita è talmente strana
che il tempo non si misura
con i secondi, i minuti e le ore
ma solamente con i battiti del cuore.

( Sara Ferraglia )

sabato 6 gennaio 2018

E voleranno queste ceneri



E voleranno queste ceneri
molto più in alto di quanto il corpo fece.
E torneranno agli astri 
spogliate del dolore,
filtrate dall'amore della terra.
E tutto torna, tutto quanto resta
proprio quando finisce,
quando a svanir s'appresta.


( Sara Ferraglia  )

venerdì 5 gennaio 2018

Cara Befana


Cara Befana.

Ecco le calze addobbare  i camini,
ecco i bambini coi loro piedini
salir le scale in silenzio perfetto
e sprofondare in un morbido letto.

Quando anche l’ultima stella si accende
                                  sulla sua scopa la Befana scende,                                  
quando la notte si fa di ghiaccio
sui tetti bui finisce il suo viaggio.

Cara Befana, qui sul balcone
stavo aspettando la tua apparizione
per ricordarti che il mondo quaggiù
a volte è ingiusto, lo sai anche  tu.

Ci son bambini che non hanno nulla,
non hanno casa, né un letto o una culla,
nessuna favola li fa sognare
e nessun bacio li fa addormentare

e servirebbe un’immensa magia
che il loro pianto si porti via.

( Sara Ferraglia )


giovedì 21 dicembre 2017

Un semplice Natale



Un semplice Natale

Spento lo smartphone ed il cuore acceso
a leggere negli occhi dei passanti
sbirciando nei regali e nei discorsi.
Sentire in testa e dentro al petto il peso
di questi giorni oscuri ma abbaglianti,
di desideri vuoti eppur rincorsi.

In strada un solitario palloncino
che più non vola e rotola soltanto,
il guanto appeso ad una cancellata
perduto dalla mano di un bambino,
un volto anziano fisso nell’incanto
di una storia ormai solo ricordata.

Un fiore rosso, stella di Natale
di plastica, che forse si è staccata
dal pacco per un dono decorato
e un forte desiderio di fissare
brevi frammenti lungo la giornata,
prima che quell’istante sia passato.

Potessi impacchettare ogni emozione,
confezionarla in povero cartone
con soffici imballaggi d’empatìa
e regalarla a tutti sulla via…
Augurare qualcosa di speciale,
che sia, ad esempio, un semplice Natale.

Sara Ferraglia



Parma, Natale 2017

giovedì 7 dicembre 2017

Diamanti

Diamanti

Adamantina sempre, coraggiosa.
La forza del tuo segno, leonina,
ti sorregge da tempo nel tuo viaggio.
A tratti lenta, a tratti travolgente
ti ha spinta la corrente al tuo traguardo.
Quando posiamo su di te lo sguardo
vediamo ancora in te quella bambina,
dai primi passi incerti sulla strada
a quelli più sicuri fra la gente.
Lungo il cammino due cristalli puri,
staccati dal mantello della terra
o polveri piovute da una stella,
come diamanti hanno incastonato
la corona che oggi sul tuo cuore
felice ed orgogliosa tu hai posato.
E tu, come “diamante smemorato
trattiene la scintilla del pianeta”  
per sempre intrappolata nel suo cuore,
custodisci nel tempo il nostro amore
e i nostri auguri di una vita bella.

( Sara Ferraglia)

Dedicata a mia figlia nel giorno della Laurea Specialistica in Ginecologia e ostetricia. 

Le parole in grassetto sono tratte da una poesia di Don Paterson, poeta scozzese.

giovedì 2 novembre 2017

Diana, tre anni


Diana, tre anni

C’è a Vigatto una bella casetta
dove vive una bimba furbetta
- “la tua sorella” mi fa giocare-
Davvero Diana? Ne vuoi parlare?

NO no nemmeno neanche PER SOGNO
poi di fuggire sente il bisogno
e sotto il tavolo lei sta nascosta
mentre le faccio una nuova proposta:

Dai, ci vestiamo e andiamo in giardino
dopo aver fatto pipì nel vasino
Andiamo a fare una passeggiata?
- Sì ma la rosa lo sai, mi ha puntata!-

Fuori, nel prato il nonno incontriamo
e lei mi sfugge, mi lascia la mano
L’abbraccia il nonno e la fa volare
- io voglio in braccio, non camminare!– 


Mamma e papà son dietro la porta
e la sorella in mano ha la torta
Le luci spente, s’accende un razzo
lei ride forte,  grida “Sei pazzo”?

Auguri Diana, cantiamo in coro

per questa bimba, nostro tesoro.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 1 novembre 2017

I loro volti oggi



I loro volti oggi.

I loro volti oggi,
sovrapposti al ricordo
delle foglie nel bosco,
dei piccoli cimiteri
silenziosi sui poggi
che l'autunno colora.
Nulla è come allora.
C'era sempre la neve
a impedire il passaggio
dagli antichi cancelli.
C'era un brusio lieve
come rosario di maggio,
erano più saluti
che preghiere sincere.
C'erano delicate mani
a pulire le tombe.
Chi lo farà domani?
Carezze su quei marmi
addobbati a festa.
Di questo, poco resta.
C'erano tradizioni, 
usanze antiche e riti
ormai persi nel tempo,
in cenere finiti.

( Sara Ferraglia  )