giovedì 12 aprile 2018

Salvaschermo



Salvaschermo

Cambiar se stessi come un maglione
ad ogni cambio di stagione.
Mettere in naftalina il malumore,
il grigio della rabbia, la fredda nebbia,
nasconderli sul fondo coi piumini
fino alla prossima occasione,
alla nuova stagione dei vini.
Sostituire il microchip al cuore,
modello resistente all’onda d’urto
del pianto dei bambini – straziante-,
di missili e di navi in medio oriente.
Gustare un gianduiotto e non pensare
che è un privilegio questo mio piacere
e divenire esperti fruitori
del comodo pensiero indifferente.
Godersi poi lo sciabordìo dell’onda
diffuso dall’antenna del wi-fi,
tuffandosi beoti dalla sponda
nel mare di notizie ridondanti.
Naufragare nei vortici dell’odio
respingendo gli aiuti più opprimenti,
i salvagenti delle religioni.
Cercare un punto senza andare a capo
premendo il power off sul mio pc
o riavviare, ricominciar daccapo,
credere alla sirena della vita?
Colpo di reni, veloce risalita…
Raggiungere un approdo all’improvviso
guardando sullo schermo il suo sorriso.

( Sara Ferraglia )


giovedì 22 marzo 2018

Premio Carlo Urbani 2018


Dialogo col dolore

Come tutti, risponderò all’appello
quando mi chiamerà il primo dolore
tagliente sulla guancia come neve
e rosso come sangue sul coltello.             
“Eccomi  - gli dirò- colpisci al cuore,
lo so che la tua mano non è lieve.”
E lo ringrazierò per il ritardo,
per gli anni dolci della sua assenza
quando ci siam sfiorati fra la gente
e lui non mi ha degnata di uno sguardo.
E gli dirò “ora sei qui - pazienza -
ma, se colpisci, fallo urgentemente.”
E non gli chiederò da dove viene
né quanto tempo pensa di restare
né se viaggia da solo o in compagnia.
Mi mostrerà ciò che gli appartiene
e ciò che ancora deve conquistare
mentre sussurrerò “e così sia.”

Orgogliosa di aver partecipato al Premio intitolato a Carlo Urbani,  il medico che per primo identificò e classificò la SARS e  dedicò tutta la vita, con Medici senza frontiere, a  combattere le malattie infettive nei paesi in via di sviluppo.


martedì 27 febbraio 2018

Scoprire che hanno un senso

( quadro di Nicoletta Belletti )

Scoprire che hanno un senso

Scoprire che hanno un senso
certi passaggi brevi
pochi istanti di vita
Un lampo bianco, i denti
un sorriso nel vento
i capelli carbone
parole, piume lievi
un ricordo soltanto
di un volto senza nome
Poche frasi scambiate
nel corso di un evento
un premio di poesia
forse un apprezzamento
una stretta di mano
prima di andare via
Scoprire che hanno un senso
le persone e le cose
che ti lasciano traccia
solo un’orma o una breccia
e ti schiudono il cuore
come fanno le rose
al tepore di maggio

( Sara Ferraglia )

martedì 6 febbraio 2018

Una città su misura


Una città su misura.

Claudia in un attimo ha creato
una città su misura:
un’edicola che non vende giornali
- E cosa vende?-
 Lo sai cosa piace ai bambini…
solo cose speciali!
Un supermercato dove tutto è gratis,
un hotel a cento stelle
dove tutte le stanze sono belle
dove basta  alzare un dito
e ogni tuo desiderio è esaudito,
un ristorante, la stazione,
la polizia e un ospedale
dove guarisci in un secondo se ti fai male,
una scuola musicale
dove impari a cantare
“la scimmia nuda balla…”,
una banca dove puoi prelevare
(soldi che poi non serviranno a nulla!)
Ci son ceramiche e tazzine da the
in un negozio di cristallo
e c’è un ufficio che ti trova un lavoro,
lo raggiungi a cavallo:
tu devi dire cosa sai fare
e se proprio non sai fare nulla
in questo tubo devi soffiare
ed ecco il lavoro che fa per te.
Questa città si chiama Fiorellino,
ne ha disegnato una mappa
per non perdersi in cammino.
Ci vivono una nonna e una bambina
per poche ore alla settimana
ma qui la vita è talmente strana
che il tempo non si misura
con i secondi, i minuti e le ore
ma solamente con i battiti del cuore.

( Sara Ferraglia )

sabato 6 gennaio 2018

E voleranno queste ceneri



E voleranno queste ceneri
molto più in alto di quanto il corpo fece.
E torneranno agli astri 
spogliate del dolore,
filtrate dall'amore della terra.
E tutto torna, tutto quanto resta
proprio quando finisce,
quando a svanir s'appresta.


( Sara Ferraglia  )

venerdì 5 gennaio 2018

Cara Befana


Cara Befana.

Ecco le calze addobbare  i camini,
ecco i bambini coi loro piedini
salir le scale in silenzio perfetto
e sprofondare in un morbido letto.

Quando anche l’ultima stella si accende
                                  sulla sua scopa la Befana scende,                                  
quando la notte si fa di ghiaccio
sui tetti bui finisce il suo viaggio.

Cara Befana, qui sul balcone
stavo aspettando la tua apparizione
per ricordarti che il mondo quaggiù
a volte è ingiusto, lo sai anche  tu.

Ci son bambini che non hanno nulla,
non hanno casa, né un letto o una culla,
nessuna favola li fa sognare
e nessun bacio li fa addormentare

e servirebbe un’immensa magia
che il loro pianto si porti via.

( Sara Ferraglia )


giovedì 21 dicembre 2017

Un semplice Natale



Un semplice Natale

Spento lo smartphone ed il cuore acceso
a leggere negli occhi dei passanti
sbirciando nei regali e nei discorsi.
Sentire in testa e dentro al petto il peso
di questi giorni oscuri ma abbaglianti,
di desideri vuoti eppur rincorsi.

In strada un solitario palloncino
che più non vola e rotola soltanto,
il guanto appeso ad una cancellata
perduto dalla mano di un bambino,
un volto anziano fisso nell’incanto
di una storia ormai solo ricordata.

Un fiore rosso, stella di Natale
di plastica, che forse si è staccata
dal pacco per un dono decorato
e un forte desiderio di fissare
brevi frammenti lungo la giornata,
prima che quell’istante sia passato.

Potessi impacchettare ogni emozione,
confezionarla in povero cartone
con soffici imballaggi d’empatìa
e regalarla a tutti sulla via…
Augurare qualcosa di speciale,
che sia, ad esempio, un semplice Natale.

Sara Ferraglia



Parma, Natale 2017